È la dichiarazione con cui il terzo pignorato comunica, nell’ambito di un pignoramento presso terzi, di non essere debitore del soggetto esecutato e di non detenere beni o somme a lui appartenenti. Viene resa al creditore e al giudice dell’esecuzione secondo le modalità previste dall’art. 547 c.p.c. e, se non contestata, indica normalmente l’assenza di beni o crediti da sottoporre a pignoramento.
Come scrivere dichiarazione ex art 547 c.p.c. negativa
La dichiarazione prevista dall’art. 547 c.p.c. è la comunicazione con cui il terzo pignorato informa il creditore procedente, nell’ambito di un pignoramento presso terzi, se detiene beni del debitore esecutato oppure se deve al debitore somme di denaro. Quando il terzo non detiene beni e non è debitore di somme nei confronti dell’esecutato, la dichiarazione deve avere contenuto negativo, ma non può limitarsi a una formula generica o ambigua come “nulla da dichiarare”.
La dichiarazione deve innanzitutto identificare con precisione la procedura esecutiva alla quale si riferisce. È opportuno indicare il tribunale o l’ufficio giudiziario davanti al quale è stata avviata l’esecuzione, il nome del creditore procedente, quello del debitore esecutato, gli eventuali ulteriori creditori intervenuti, il numero e la data dell’atto di pignoramento notificato al terzo e, se già disponibile, il numero di ruolo della procedura. Devono inoltre essere indicati i dati identificativi del terzo pignorato, compresi denominazione o nome e cognome, codice fiscale o partita IVA, sede o residenza, e i recapiti utilizzabili per le comunicazioni.
Il nucleo essenziale della dichiarazione negativa consiste nell’affermare espressamente che, alla data della dichiarazione e con riferimento alla data di notificazione del pignoramento, il terzo non è debitore del soggetto esecutato e non detiene, a qualsiasi titolo, beni o somme appartenenti al medesimo. La dichiarazione dovrebbe precisare che non esistono somme già scadute, somme non ancora scadute, crediti condizionati o eventuali, rapporti di conto corrente, depositi, stipendi, compensi professionali, canoni, provvigioni, corrispettivi contrattuali o altre utilità patrimoniali dovute o da consegnare al debitore.
È importante che la negatività sia riferita anche ai rapporti futuri, nei limiti in cui sia possibile individuarli. Per esempio, se il terzo non ha alcun rapporto contrattuale, commerciale, lavorativo o bancario con l’esecutato, dovrebbe dichiararlo espressamente. Se invece il rapporto è cessato prima della notificazione del pignoramento, è opportuno indicare la natura del rapporto, la data della cessazione e il fatto che, alla data del pignoramento, non residuavano somme da pagare né beni da consegnare. Se il rapporto esiste, ma non risultano somme o beni dovuti, non si tratta propriamente di una dichiarazione totalmente negativa: occorre descrivere il rapporto e spiegare perché, nonostante la sua esistenza, non vi siano obblighi patrimoniali suscettibili di pignoramento.
La dichiarazione deve anche chiarire se il terzo detenga beni dell’esecutato. Non è sufficiente riferirsi soltanto al denaro. Il terzo deve dichiarare, per quanto a sua conoscenza e sulla base delle verifiche effettuate, di non avere in possesso o nella propria disponibilità beni mobili, titoli, documenti, merci, attrezzature, veicoli, somme o altri beni appartenenti al debitore. Qualora vi siano stati rapporti di custodia, deposito, comodato, leasing, trasporto, lavorazione o altro, questi devono essere esaminati e, se necessario, descritti, perché la detenzione materiale di un bene può assumere rilevanza anche se il terzo non ne è proprietario.
Un contenuto specifico riguarda i vincoli anteriori. Il terzo deve dichiarare se presso di lui siano stati precedentemente eseguiti altri pignoramenti o sequestri relativi alle medesime somme o ai medesimi beni. Deve inoltre indicare se gli siano state notificate o se abbia accettato cessioni di credito, delegazioni, vincoli, compensazioni, pegni o altri atti che possano incidere sulla disponibilità delle somme o dei beni. In una dichiarazione realmente negativa è quindi opportuno inserire una formula esplicita con cui si afferma che non risultano precedenti pignoramenti, sequestri o cessioni notificati o accettati, né altri vincoli conosciuti dal terzo. Se invece esiste uno di tali atti, la dichiarazione non può essere negativa in senso pieno e il terzo deve indicarne gli estremi e gli effetti.
La dichiarazione deve indicare anche le verifiche concretamente svolte. Non è necessario trasformarla in una relazione contabile complessa, ma è consigliabile specificare che sono stati consultati gli archivi amministrativi, contabili, contrattuali, bancari o del personale pertinenti e che, all’esito di tali verifiche, non sono emersi crediti, somme o beni riferibili all’esecutato. Questo aspetto è particolarmente importante per società, banche, datori di lavoro, enti previdenziali e pubbliche amministrazioni, nei quali la dichiarazione viene normalmente resa sulla base di registrazioni interne e non di una conoscenza personale del firmatario.
Quando il terzo è una persona giuridica, la dichiarazione deve essere sottoscritta dal legale rappresentante, indicando la carica ricoperta e i poteri di rappresentanza. Può essere resa anche da un procuratore speciale o da un difensore munito di procura speciale. La sottoscrizione deve consentire di identificare con certezza il dichiarante. In caso di trasmissione tramite posta elettronica certificata, è opportuno allegare la dichiarazione firmata digitalmente oppure una copia sottoscritta con documento di identità, ferma restando la necessità di rispettare le modalità tecniche applicabili al caso concreto.
La dichiarazione deve essere trasmessa al creditore procedente entro dieci giorni dalla notificazione dell’atto di pignoramento, secondo le modalità previste dall’art. 547 c.p.c., normalmente mediante posta elettronica certificata o raccomandata. La trasmissione deve essere documentabile; per questo è essenziale conservare la ricevuta di accettazione e di avvenuta consegna della PEC oppure l’avviso di ricevimento della raccomandata. La dichiarazione dovrebbe essere inviata al creditore procedente indicato nell’atto di pignoramento, utilizzando l’indirizzo PEC o l’indirizzo risultante dall’atto o dai pubblici registri applicabili.
Il terzo deve inoltre considerare l’avviso di iscrizione a ruolo della procedura. Il creditore procedente è tenuto a notificare al terzo l’avviso dell’avvenuta iscrizione a ruolo, con l’indicazione del numero di ruolo, entro la data dell’udienza indicata nell’atto di pignoramento. Se il numero di ruolo non è ancora conosciuto quando viene resa la dichiarazione, il terzo può indicare gli elementi identificativi già disponibili e, successivamente, integrare la comunicazione qualora riceva l’avviso di iscrizione a ruolo.
Una formulazione sostanzialmente corretta potrebbe essere la seguente, adattandola al caso concreto: “Il sottoscritto, nella qualità di [persona fisica/legale rappresentante/procuratore speciale] del terzo pignorato, con riferimento all’atto di pignoramento presso terzi notificato in data [data], promosso da [creditore] nei confronti di [debitore], dichiara che, alla data di notificazione del pignoramento e alla data odierna, non è debitore nei confronti dell’esecutato di alcuna somma, né scaduta né a scadere, e non detiene né possiede beni o somme di proprietà o comunque riferibili all’esecutato. Dichiara altresì che non risultano presso il terzo precedenti pignoramenti o sequestri relativi a beni o somme dell’esecutato, né cessioni di credito notificate o accettate, né altri vincoli incidenti su eventuali rapporti patrimoniali con il medesimo. La presente dichiarazione è resa sulla base delle verifiche effettuate nei registri e nella documentazione in possesso del terzo”.
La formula deve essere modificata se esiste, anche soltanto in parte, un rapporto con il debitore. Ad esempio, se il terzo aveva un contratto con l’esecutato ma lo ha già integralmente adempiuto, deve indicare il contratto, la data dell’adempimento e l’assenza di ulteriori somme o beni. Se vi sono fatture emesse ma non ancora pagate, rimborsi, rate, compensi maturandi o somme soggette a contestazione, non è corretto rendere una dichiarazione negativa assoluta: tali circostanze devono essere indicate, perché la dichiarazione ha la funzione di consentire al giudice di individuare l’oggetto dell’espropriazione.
Una dichiarazione incompleta, reticente o non veritiera può creare conseguenze rilevanti. Se il terzo non rende la dichiarazione, la rende in modo omesso oppure la dichiarazione viene contestata, il giudice dell’esecuzione può disporre gli accertamenti e gli adempimenti previsti dall’art. 548 c.p.c.; in determinate condizioni, la mancata dichiarazione può produrre conseguenze processuali sfavorevoli per il terzo. Inoltre, una dichiarazione falsa o gravemente inesatta può esporre il terzo a responsabilità civile nei confronti delle parti e, nei casi in cui ricorrano i presupposti, anche a conseguenze penali. Per questa ragione, la dichiarazione negativa deve essere precisa, circostanziata, coerente con la documentazione interna e limitata a fatti effettivamente verificati.
Fac simile dichiarazione ex art 547 c.p.c. negativa
TRIBUNALE DI [●]
Procedura esecutiva presso terzi n. R.G.E. [●]
Creditore procedente: [Nome/Ragione sociale], C.F./P.IVA [●], con sede/residenza in [●]
Debitore esecutato: [Nome/Ragione sociale], C.F./P.IVA [●], residente/con sede in [●]
Terzo pignorato: [Nome/Ragione sociale], C.F./P.IVA [●], con sede/residenza in [●], in persona di [●]
DICHIARAZIONE DEL TERZO AI SENSI DELL’ART. 547 C.P.C.
Il/La sottoscritto/a [Nome e cognome], nato/a a [●] il [●], C.F. [●], in qualità di [legale rappresentante/titolare/procuratore] della [società/ente] [●], con sede in [●], C.F./P.IVA [●],
premesso che
- in data [●] è stato notificato alla predetta [società/ente] l’atto di pignoramento presso terzi nell’ambito della procedura esecutiva indicata in epigrafe;
- l’atto di pignoramento riguarda i crediti e/o le cose del debitore esecutato [Nome/Ragione sociale] eventualmente detenuti dal terzo pignorato;
DICHIARA
ai sensi e per gli effetti dell’art. 547 c.p.c., che alla data di notifica dell’atto di pignoramento e alla data della presente dichiarazione:
- non sussistono rapporti di credito, debito, obbligazioni, somme, beni mobili o altre utilità appartenenti al debitore esecutato [Nome/Ragione sociale], C.F./P.IVA [●], detenuti o dovuti dal terzo pignorato;
- il terzo pignorato non deve corrispondere al debitore esecutato alcuna somma, né a titolo di retribuzione, compenso, corrispettivo, canone, saldo, rimborso, finanziamento, deposito o per qualsiasi altra causale;
- il terzo pignorato non detiene beni mobili o altre cose di proprietà del debitore esecutato;
- non risultano rapporti giuridici pendenti tra il terzo pignorato e il debitore esecutato dai quali possano derivare crediti o utilità aggredibili ai sensi dell’atto di pignoramento notificato.
La presente dichiarazione è resa in forma negativa, con riserva di comunicare tempestivamente eventuali variazioni sopravvenute o ulteriori elementi rilevanti ai sensi di legge.
[Luogo], [data]
Il terzo pignorato
[ firma ]_____
[Nome e cognome]
[Qualifica]
[Recapiti PEC/e-mail]