È la dichiarazione prevista dall’art. 152 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, richiesta nelle controversie previdenziali e assistenziali.
Con essa il ricorrente dichiara, nell’atto introduttivo, il proprio reddito imponibile ai fini IRPEF e attesta di rientrare nel limite stabilito dalla legge, al fine di beneficiare dell’esenzione dal pagamento del contributo unificato. Deve essere resa sotto la propria responsabilità e, in mancanza, può derivare l’inammissibilità della domanda o la perdita dell’esenzione.
Come scrivere dichiarazione ex art 152 disp att cpc
La dichiarazione prevista dall’art. 152 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile riguarda i giudizi promossi per ottenere prestazioni previdenziali o assistenziali, come, ad esempio, pensioni, assegni, indennità, prestazioni di invalidità civile, trattamenti assistenziali o altre provvidenze riconducibili alla previdenza o all’assistenza obbligatorie.
La sua funzione è consentire alla parte ricorrente di avvalersi dell’esenzione dal pagamento delle spese processuali prevista dalla norma quando ricorrono determinate condizioni reddituali. Non si tratta, quindi, della richiesta di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, che è un istituto diverso e disciplinato principalmente dal d.P.R. n. 115 del 2002. La dichiarazione ex art. 152 disp. att. c.p.c. opera nell’ambito specifico delle controversie previdenziali e assistenziali e riguarda, in particolare, il rischio di condanna alle spese del giudizio.
La dichiarazione deve essere inserita nell’atto introduttivo del giudizio, normalmente nel ricorso depositato presso il tribunale competente, sezione lavoro. Non è sufficiente, di regola, produrla in un momento successivo, poiché la legge richiede che la parte dichiari la sussistenza delle condizioni reddituali già nell’atto con cui introduce la causa. È opportuno che la dichiarazione sia collocata in una parte autonomamente riconoscibile del ricorso e che sia formulata in modo espresso, chiaro e non equivoco.
Devono essere indicati i dati identificativi della parte che rende la dichiarazione, comprendendo il nome e il cognome, il luogo e la data di nascita, il codice fiscale e, quando necessario, la residenza o il domicilio. Se la parte è rappresentata da un genitore, da un tutore, da un amministratore di sostegno o da altro soggetto legittimato, devono risultare anche la qualità nella quale il dichiarante agisce e i relativi poteri rappresentativi.
Il contenuto essenziale consiste nella dichiarazione relativa al reddito imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi presentata. La parte deve attestare che tale reddito non supera il limite previsto dall’art. 152 disp. att. c.p.c., vale a dire il doppio del limite stabilito dall’art. 76 del d.P.R. n. 115 del 2002. Il riferimento deve essere effettuato al limite vigente al momento della proposizione della domanda, poiché la soglia può essere aggiornata periodicamente.
La dichiarazione non dovrebbe limitarsi a una formula generica quale “si dichiara di essere esenti dalle spese”, ma dovrebbe precisare che il reddito imponibile ai fini IRPEF, risultante dall’ultima dichiarazione, rientra nella soglia prevista dalla legge. È inoltre opportuno indicare l’anno d’imposta cui si riferisce il reddito dichiarato e, ove possibile, specificare l’importo complessivo preso a riferimento. L’indicazione dell’importo non sempre è espressamente richiesta dalla formula legislativa, ma rende la dichiarazione maggiormente verificabile e riduce il rischio che venga considerata vaga o incompleta.
Ai fini della verifica della condizione reddituale, non rileva semplicemente il reddito mensile percepito al momento della causa né il solo reddito da lavoro o da pensione. Il parametro è il reddito imponibile ai fini IRPEF risultante dall’ultima dichiarazione fiscale utile. Devono pertanto essere considerati i redditi fiscalmente rilevanti secondo la normativa tributaria, non soltanto quelli derivanti dall’ente previdenziale o assistenziale convenuto in giudizio. La parte deve prestare particolare attenzione anche ai redditi eventualmente prodotti da altri rapporti di lavoro, da pensioni, da attività autonome, da fabbricati, da terreni o da altre fonti imponibili.
La dichiarazione deve essere resa in forma di dichiarazione sostitutiva, con assunzione della responsabilità prevista dal d.P.R. n. 445 del 2000. Ciò significa che il dichiarante attesta fatti e condizioni personali sotto la propria responsabilità e che le dichiarazioni non veritiere possono comportare conseguenze penali, oltre alla perdita del beneficio. La formula dovrebbe quindi contenere un richiamo alla consapevolezza delle sanzioni previste dall’art. 76 del d.P.R. n. 445 del 2000 e alla decadenza dai benefici eventualmente ottenuti sulla base di dichiarazioni non veritiere, ai sensi dell’art. 75 dello stesso decreto.
È consigliabile che la parte dichiari anche di essere consapevole dell’obbligo di comunicare le eventuali variazioni della propria situazione reddituale che possano incidere sul diritto all’esenzione. La disciplina, infatti, prevede che la dichiarazione produca effetti anche durante lo svolgimento del processo, ma la parte deve segnalare il superamento del limite reddituale quando ciò si verifichi. Una formula prudente può quindi precisare che il dichiarante si impegna a comunicare tempestivamente ogni variazione rilevante della propria situazione reddituale.
La dichiarazione deve essere sottoscritta dalla parte personalmente oppure, nei casi consentiti, dal soggetto che la rappresenta. La sottoscrizione dell’avvocato, da sola, non sostituisce necessariamente la dichiarazione personale dell’interessato, perché l’attestazione riguarda una condizione reddituale propria della parte. Quando il ricorso viene depositato telematicamente, la dichiarazione può essere inserita direttamente nel testo dell’atto e sottoscritta digitalmente dal difensore, se il contenuto è dichiarato dalla parte, oppure può essere predisposta come documento separato, sottoscritto dalla parte e allegato al ricorso. In quest’ultimo caso, è opportuno che il difensore ne attesti la conformità o provveda secondo le modalità tecniche richieste dal deposito telematico.
Non è normalmente necessario allegare la dichiarazione dei redditi o altra documentazione fiscale, salvo che il giudice o la controparte ne chiedano la produzione oppure che il difensore ritenga opportuno depositarla per dimostrare la fondatezza dell’attestazione. La dichiarazione sostitutiva, tuttavia, deve essere sufficientemente precisa e deve consentire di comprendere quale reddito sia stato considerato, a quale periodo d’imposta si riferisca e perché esso rientri nella soglia normativa.
Un profilo particolarmente importante riguarda la conseguenza della mancata dichiarazione. Se nel ricorso non viene inserita la dichiarazione prevista dall’art. 152 disp. att. c.p.c., la parte può perdere il beneficio dell’esenzione e, in caso di soccombenza, può essere condannata al pagamento delle spese processuali secondo le regole ordinarie. La mancata indicazione non equivale necessariamente a una falsa dichiarazione, ma impedisce di dimostrare tempestivamente la sussistenza delle condizioni necessarie per beneficiare del regime speciale.
La dichiarazione non garantisce, in ogni caso, l’assoluta immunità da ogni possibile conseguenza economica del processo. Essa opera nei limiti e alle condizioni stabilite dalla legge e non impedisce, ad esempio, che possano trovare applicazione eventuali sanzioni per responsabilità processuale aggravata, condanne conseguenti a mala fede o colpa grave, o altre disposizioni speciali. Inoltre, la dichiarazione non elimina necessariamente il contributo unificato o altri oneri dovuti per la proposizione della causa, poiché la sua funzione principale riguarda il regime delle spese, competenze e onorari nei giudizi previdenziali e assistenziali.
Una formulazione sostanzialmente completa potrebbe essere la seguente: “Il sottoscritto [nome e cognome], nato a [luogo] il [data], codice fiscale [codice fiscale], ai sensi e per gli effetti dell’art. 152 disp. att. c.p.c. e degli artt. 46 e 47 del d.P.R. n. 445 del 2000, dichiara che il proprio reddito imponibile ai fini IRPEF, risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi, relativa all’anno d’imposta [anno], è pari a euro [importo] e non supera il limite previsto dall’art. 152 disp. att. c.p.c., corrispondente al doppio del limite stabilito dall’art. 76 del d.P.R. n. 115 del 2002. Dichiara inoltre di essere consapevole delle responsabilità penali previste dall’art. 76 del d.P.R. n. 445 del 2000 in caso di dichiarazioni mendaci e si impegna a comunicare ogni eventuale variazione della propria situazione reddituale rilevante ai fini dell’esenzione”.
La formula deve comunque essere adattata alla situazione concreta, verificando la soglia vigente, l’anno d’imposta di riferimento, la posizione fiscale della parte e l’eventuale presenza di un rappresentante legale. In una causa previdenziale o assistenziale è quindi opportuno che il difensore controlli con attenzione non solo l’esistenza della dichiarazione, ma anche la sua collocazione nell’atto introduttivo, la sua sottoscrizione, la corretta individuazione del reddito e il rispetto della normativa vigente al momento del deposito.
Fac simile dichiarazione ex art 152 disp att cpc
DICHIARAZIONE AI SENSI DELL’ART. 152 DISP. ATT. C.P.C.
Il/La sottoscritto/a [nome e cognome], nato/a a [luogo] il [data], C.F. [codice fiscale], residente in [indirizzo],
in relazione al procedimento promosso nei confronti di [controparte], avente ad oggetto [oggetto della controversia], pendente innanzi al [Tribunale/Corte] di [luogo], R.G. n. [numero],
DICHIARA
ai sensi e per gli effetti dell’art. 152 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, di essere titolare di un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi presentata, non superiore a tre volte l’importo previsto dall’art. 76 del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115.
Dichiara, altresì, di impegnarsi a comunicare sino alla definizione del giudizio le eventuali variazioni rilevanti dei limiti di reddito previsti dalla predetta disposizione.
[Luogo], [data]
Firma
_____
[nome e cognome]