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Fac simile relazione CTU differenze retributive​

La relazione del CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio) nelle controversie di lavoro sulle differenze retributive è il documento redatto dal perito nominato dal giudice per accertare fatti tecnici e contabili relativi a crediti salariali contestati.

Come scrivere relazione CTU differenze retributive​

Nella relazione del consulente tecnico d’ufficio chiamato a quantificare differenze retributive deve emergere con chiarezza e rigore sia il quadro fattuale sia il percorso logico e tecnico che conduce alla quantificazione finale. Occorre innanzitutto indicare l’incarico ricevuto dal giudice, con la ricostruzione delle questioni tecniche poste dall’autorità giudiziaria e, se presenti, dalle parti; vanno specificate le modalità con cui il consulente ha accettato l’incarico, eventuali incongruenze o limiti imposti dal quesito, nonché la dichiarazione di indipendenza e imparzialità. Devono essere poi elencate e descritte le fonti documentali esaminate: contratto individuale di lavoro, CCNL applicabile, cedolini paga, libri matricola, dichiarazioni fiscali/Certificazioni Uniche, flussi bancari relativi ai pagamenti, prospetti presenze e timesheet, comunicazioni aziendali su qualifiche e livelli, accordi integrativi, nota spese e qualsiasi altro documento utile a ricostruire la retribuzione effettivamente erogata e le condizioni contrattuali applicabili.

La relazione deve quindi ricostruire i fatti lavorativi rilevanti per il calcolo: periodo di lavoro oggetto della verifica, qualificazione professionale e livello, eventuali variazioni di inquadramento, promosioni o cessioni di contratto, assenze retribuite o non retribuite, part-time o full-time, turni, straordinari, maturazione ferie e permessi, elementi continuativi e non continuativi della retribuzione (quota fissa, indennità, bonus, provvigioni, rimborsi spese), e ogni altro elemento che incida sul quantum dovuto. Nel procedere alla ricostruzione il consulente deve spiegare come ha gestito mancanze o incongruenze documentali: se ha ricostruito la retribuzione applicando parametri contrattuali o mediazioni su base storica, se ha adottato ipotesi prudenziali e con quale giustificazione tecnico-scientifica, e quali documenti sono mancanti nonostante le richieste effettuate alle parti.

È indispensabile che la metodologia di calcolo venga esposta in modo trasparente e riproducibile; la relazione deve quindi spiegare come si è passati dalla retribuzione contrattuale o pattuita alla determinazione della retribuzione effettiva spettante, illustrando il trattamento degli elementi fissi e variabili. In particolare si deve chiarire il criterio seguito per imputare e valorizzare premi, indennità, straordinari e variabili retributive, la base oraria o mensile adottata per il calcolo delle maggiorazioni, il calcolo delle differenze tra quanto effettivamente corrisposto e quanto sarebbe spettato in base alla disciplina contrattuale e legislativa, e la modalità di pro-rata per periodi incompleti. Ogni passaggio numerico deve essere motivato: ad esempio, se si considerano come periodi utili al computo della retribuzione i giorni lavorati o i mesi interi, perché si è adottata una determinata regola di arrotondamento, su quale fonte normativa o praxis giurisprudenziale si fonda la scelta.

La relazione dovrà inoltre affrontare la determinazione degli oneri accessori collegati alle differenze retributive: contributi previdenziali e assistenziali, ritenute fiscali o loro rilevanza ai fini della quantificazione, trattamento di fine rapporto o indennità sostitutive quando pertinenti, e la valutazione di eventuali somme già corrisposte a titolo di acconto o transazione. Va spiegato se le differenze calcolate sono indicate in termini lordi o netti e, in caso di conversione tra le due grandezze, come sono state trattate tasse e contributi. È parimenti necessario motivare l’eventuale calcolo degli interessi moratori o legali, con l’indicazione del periodo per il quale sono richiesti e del tasso o dei criteri di capitalizzazione adottati, nonché l’applicazione di eventuali rivalutazioni monetarie (ad esempio adeguamenti ISTAT o parametri simili) ove previsti dalla normativa o dal contratto collettivo.

La relazione tecnica deve contenere la quantificazione analitica delle differenze retributive, esposta in modo che il giudice e le parti possano verificare i passaggi: vanno riportati i calcoli per singolo periodo rilevante, le somme complessive risultanti, i ragguagli temporali adottati e le eventuali compensazioni o decurtazioni applicate. Se il calcolo si fonda su ipotesi alternative a causa di fattori indeterminati o contraddittori, il CTU deve presentare gli scenari alternativi con la rispettiva motivazione e indicare quale di essi ritiene più attendibile e perché. La presenza di margini di incertezza, di approssimazione o di necessità di ulteriori accertamenti va esplicitata insieme a una stima verosimile dell’entità dell’errore o dell’impatto delle ipotesi adottate.

Non possono mancare nella relazione gli elementi di prova accessori che corroborano la valutazione: estratti paghe con evidenza delle voci considerate, prospetti di ricalcolo con formule e passaggi numerici, copie dei contratti collettivi applicati, comunicazioni rilevanti del datore di lavoro e delle parti, e ogni allegato utile a consentire la riproducibilità del calcolo. La documentazione probatoria deve essere indicata puntualmente nelle note della relazione e messa a corredo come allegato consultabile. La relazione deve altresì chiarire se sono state svolte indagini integrative, quali questionari o interrogatori tecnici, e se sono state acquisite informazioni da terzi, specificandone la natura e l’attendibilità.

Infine la relazione deve contenere le conclusioni tecnico-operative rivolte al giudice, con risposte precise ai quesiti formulati e con l’indicazione delle somme risultanti dalla quantificazione, corredate da una formulazione chiara che faciliti l’adozione del provvedimento giudiziale. Deve essere indicata la data di redazione, la firma e le qualifiche professionali del consulente, oltre all’indicazione di eventuali assistenti e alla dichiarazione di eventuali incompatibilità o conflitti di interesse. Ogni relazione deve terminare con la segnalazione dei limiti della consulenza e della eventuale necessità di ulteriori accertamenti documentali o tecnici per perfezionare la quantificazione; va infine accompagnata da tutti gli allegati e prospetti di calcolo completi che consentano la verifica analitica del lavoro svolto.

Fac simile relazione CTU per differenze retributive​

RELAZIONE DEL CONSULENTE TECNICO D’UFFICIO (CTU)
Nomina e incarico

Tribunale di nomina: ___

Atto di nomina (data e provvedimento): ___

CTU incaricato: __

Data inizio incarico: __

Oggetto dell’incarico: accertare l’esistenza, la quantificazione e la decorrenza delle differenze retributive reclamate dal/la sig./sig.ra nei confronti della società , nonché l’eventuale maturazione di accessori (contributi previdenziali, TFR, ferie/non godute, 13a/14a, etc.), e determinare l’ammontare complessivo dovuto aggiornato a oggi.

Fonti normative e contrattuali applicate

Contratto collettivo nazionale (CCNL) applicabile: __ (data, livello, clausole rilevanti)

Contratto individuale di lavoro del lavoratore: in copia agli atti

Normativa di riferimento: normativa civile e del lavoro vigente, normativa previdenziale e fiscale rilevante, prassi INPS/INAIL ove applicabile.

Principi contabili e criteri di calcolo: retribuzione globale di fatto, principio di competenza temporale, rivalutazione monetaria e interessi secondo normativa vigente.

Documentazione acquisita e atti istruttori
Elenco della documentazione acquisita agli atti:

Libri paga e cedolini mensili per il periodo _ – _

Libro unico del lavoro (LUL)

Contratto di lavoro individuale e successive modifiche

CCNL applicato e contratti aziendali

Ordini di servizio, turni e timbrature/registro presenze

Comunicazioni aziendali in materia retributiva

Modelli F24, DM, denunce contributive (Uniemens/DM10)

Documenti forniti dalle parti: ricorso, memorie, controdeduzioni

Eventuali dichiarazioni testimoniali rese in atti

Richieste di integrazione documentale (indicare date ed esiti)

Oggetto specifico dell’accertamento

Periodo oggetto della controversia: dal //__ al //__

Voci retributive oggetto di contestazione: [retribuzione base, scatti di anzianità, indennità turni, straordinari, reperibilità, indennità di rischio, 13a, 14a, ferie non godute, etc.]

Modalità di calcolo richieste dalla parte attrice: (indicare se calcolo indicato nel ricorso)

Eventuali questioni tecniche di natura interpretativa (es. inquadramento errato, applicazione errata del livello, mancata corresponsione di retribuzioni accessorie)

Metodologia di lavoro adottata

Verifica documentale: controllo dei cedolini rispetto al LUL e alle denunce contributive

Ricostruzione della retribuzione mensile e della sua composizione per ciascun periodo rilevante

Rilevazione delle ore lavorate (ordinario/straordinario) attraverso timbrature, turni, dichiarazioni

Individuazione degli importi effettivamente corrisposti e confronto con quanto dovuto secondo contratto e normativa

Calcolo delle differenze mensili: differenza = retribuzione dovuta – retribuzione corrisposta

Determinazione degli accessori contributivi e fiscali connessi alle differenze

Applicazione di rivalutazione monetaria e interessi fino alla data di riferimento

Risultati istruttori e verifiche svolte

Anagrafica lavoratore: Nome/Cognome: __; Mansione/inquadramento: __; Data assunzione: //____; Eventuali variazioni di livello: date e motivi.

Periodi in esame e riepilogo retribuzioni rilevate: (per ogni mese/periodo indicare retribuzione dovuta e corrisposta; si può produrre tabella sintetica negli allegati)

Voci non corrisposte o corrisposte in misura inferiore: dettaglio per voce e periodo.

Criteri di calcolo adottati

Per ogni mese m: Differenza lorda mensile (D_m) = Retribuzione dovuta lorda mensile – Retribuzione corrisposta lorda mensile.

Somma delle differenze lorde: D_tot = Σ D_m per tutti i mesi contestati.

Contributi previdenziali a carico datore (quota maggiorata su differenze): % contributiva applicata = ____% (da specificare per il periodo in oggetto; verificare aliquote contributive vigenti nel periodo). Oneri previdenziali dovuti = D_tot * % oneri datore (indicare dettaglio aliquote applicate).

Trattamento di Fine Rapporto (TFR) maturato sulle differenze: TFR su differenze = D_tot * coefficiente TFR (metodo di calcolo adottato: accantonamento annuale pari alla retribuzione annua diviso 13,5 o come da normativa vigente). Specificare il metodo e il coefficiente utilizzato: __.

Ferie/permessi/13a/14a maturati sulle differenze: calcolare percentuale di accantonamento per ciascuna voce in conformità al CCNL e alla normativa aziendale.

Imposte fiscali: le somme dovute per differenze retributive sono normalmente soggette a tassazione come reddito da lavoro; si devono considerare ritenute fiscali solo se la corresponsione avviene in via amministrativa; nelle procedure giudiziarie si formula il credito lordo e si dà conto dell’effetto fiscale sull’importo netto. Modalità di liquidazione dell’imposta: calcolo IRPEF in base agli scaglioni vigenti e alle detrazioni spettanti (se richiesto, si potrà effettuare simulazione).

Rivalutazione monetaria: applicazione dell’indice ISTAT o altro indice previsto dalla normativa per ogni importo distinto per anno. Formula: Rivalutazione = Σ (D_m * coefficiente rivalutazione fino alla data di riferimento).

Interessi moratori: applicazione dell’interesse legale o del tasso stabilito dal Tribunale; specificare tasso applicato e decorrenza. Formula generica: Interessi = Σ (importo rivalutato tasso giorni/365).

Esempio di schema di calcolo (da compilare con i dati concreti)
Per il periodo dal __ al __:

Differenze mensili rilevate:

Mese 1: D_1 = € __

Mese 2: D_2 = € __

…

D_tot (somma differenze lorde) = € __

Oneri previdenziali aziendali su D_tot (%): % → € __

TFR su D_tot (coeff. ) = € __

Maturazione 13a/14a/ferie su D_tot (calcolo dettagliato) = € __

Rivalutazione (ISTAT) fino al __ = € __

Interessi legali dal __ al __ (tasso % annuo) = € ____

Totale credito lordo aggiornata a oggi = D_tot + oneri previdenziali + TFR + accessori + rivalutazione + interessi = € __

Questioni soggette a riserva tecnica

Eventuali mancanze documentali o incongruenze da verificare: elencare documenti mancanti o aspetti su cui si riserva approfondimento (es. timbrature incomplete, mancata risposta dell’INPS sui contributi denunciati, ecc.)

Proposte per eventuali accertamenti integrativi (es. audizione di testimoni, richiesta di chiarimenti all’azienda, acquisizione di ulteriori denunce contributive, perizie tecniche sui prospetti paghe).

Conclusioni

Sulla base della documentazione esaminata e dei calcoli effettuati, il CTU ritiene che, per il periodo dal //__ al //__, al/la sig./sig.ra __ siano dovute le seguenti somme:

Differenze retributive lorde: € __

Contributi previdenziali a carico datore: € __

TFR e altri accessori: € __

Rivalutazione monetaria: € __

Interessi legali: € __

Totale credito lordo aggiornato alla data __: € __

Eventuali osservazioni interpretative in ordine all’inquadramento contrattuale, alla maturazione delle voci accessorie e agli effetti contributivi (da dettagliare in base al caso concreto).

Documenti allegati alla presente relazione

Elenco documenti tecnici e tabelle di calcolo (cedolini estratti, quaderni di calcolo, stampe LUL, denunce contributive, tabelle di rivalutazione e interessi).

Allegare prospetti riepilogativi mese per mese e calcoli automatici (foglio di calcolo) a supporto della quantificazione.

Dichiarazione finale
Il sottoscritto CTU dichiara che la presente relazione è redatta sulla base della documentazione acquisita agli atti e delle verifiche tecniche effettuate, secondo le competenze tecnico-professionali e i criteri sopra indicati.

Luogo, data: _______________

Firma del CTU
____
Nome, qualifica, iscrizione all’albo professionale n. __
Recapiti: indirizzo, telefono, PEC/Email

Note per il Cancelliere: trasmettere copia della presente relazione alle parti ai sensi dell’ordinanza di nomina.

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